Domenica sono stata in barca a vela. Una bella domenica sul mare.
Nel senso letterale del termine.

Quale è l’attinenza tra la barca a vela e il (personal) marketing?

Sono due:

  1. Chi fa questo lavoro a mio parere deve innanzi tutto essere curioso. Chi si occupa di marketing deve approfondire, vivere le cose e sperimentare. Altrimenti se non si hanno queste caratteristiche si sta facendo altro. E non parlo solo di barca a vela, anche di cose meno fighe. In generale bisogna essere curiosi.
  2. Non esistono venti a favore o no. Esistono venti. E prima o poi soffiano. Basta, a quel punto, dispiegare le vele. Se sappiamo dove vogliamo andare.

Dispiegare le vele.
Sembra facile. Sembra che si mettano da sole cosi’

vela

e che prendano il vento giusto quasi per magia.

Ma non funziona così. Proprio per nulla.

Ci vogliono diversi fattori per far andare bene le proprie vele.

Un po’ come nel Marketing e nella vita in generale.

Il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati e dei sogni nel cassetto, prevede una serie numerosa di azioni e di fattori.
Non parlo di successo, non parlo di raggiungimento del successo.
Lo trovo un concetto stra usato, banale e che impoverisce in un’unica parola – peraltro composta da due parole su(c)cesso – un percorso, un viaggio: quello verso i nostri desideri, i nostri sogni.

Il successo è un concetto contemporaneo, inculcato da chi ha bisogno di scrivere libri a riguardo e con questi regalare la formuletta magica per raggiungerlo.
Si, ma quando mai.
Il raggiungimento dei propri obiettivi (che non sono altro che desideri con la data di scadenza -cit-), ha a che fare con una serie di azioni che a loro volta hanno a che fare con noi stessi, con un percorso da fare su noi stessi.

Perché sapete che succede? Succede che ci sono persone che non accettano proprio di riuscire nella vita.
Non ci riescono in senso di “fisica”. Qualcosa le blocca, qualcosa di inconscio, magari proprio un secondo prima di avere in mano il proprio oggetto del desiderio.

Poi ci sono anche quelle (e oggi sono tante) che sbandierano le loro grandissime vittorie a destra e a manca. Fanno passare delle cose molto, molto banali, come delle scoperte del prossimo secolo.
Ecco, questi al primo NO vero collassano.

E la chiave di lettura, sta proprio qui. Nel come ci si racconta. Nel modo in cui raccontiamo la nostra storia e noi stessi.
Come ci raccontiamo è come ci rappresentiamo nel mondo. Ed è quello che arriva agli altri.

Il personal marketing, torniamo lì.
Ha a che fare con il nostro approccio al mondo, con l’autostima, con un processo di empowerment.

Perché gli obiettivi e i sogni vanno coltivati. Richiedono costanza, pazienza e determinazione.
E una gran dose di curiosità (e anche di culo. Quello se c’è, dà una gran mano).

Aspettiamo il vento giusto per noi, prima o poi arriva. Facciamoci trovare pronti a dispiegare le vele.
Andiamo, salpiamo, muoviamoci verso i nostri orizzonti e desideri.
Nessuno ce lo può impedire e già dal primo vento preso, già solo perché ci stiamo credendo, inizia il sogno.
Inizia a farsi concreto il desiderio.

Io, qui, metto 7 cose + 1 su cui vi invito a riflettere…Un primo approccio al personal marketing.

  1. Puntate su voi stessi! Siete il vero “strumento” (di marketing) a vostra disposizione.
  2. Capite i vostri punti unici e di forza.
  3. Lavorate sugli aspetti da migliorare (un corso si acquista subito, lo stesso un libro. Un buon modo di presentarsi…….mmm… si impara, con il tempo!).
  4. Conoscetevi! Se è vero che l’altro non si conosce mai abbastanza, la stessa cosa vale proprio per noi stessi. Sarà un viaggio molto interessante.
  5. Mettetevi in gioco. Riflettete su quello che non è andato bene, senza abbattervi. Si cade solo se si cammina.
  6. Abbiate fiducia in voi stessi. Se non ne avete voi per primi, come fanno gli altri ad averne??
  7. Divertitevi. Le strategie migliori nascono da un sorriso inaspettato.

7 + 1. Dispiegate le vostre vele. E’ un po’ come aprire le ali…

Buon vento a tutti.

P.S. Questo articolo non vuole essere una guida per velisti sull’ autostima, non un nuovo capitolo de “l’arte della guerra”, né pillole di marketing per essere vincenti.
NO, ASSOLUTAMENTE NO.
Sarebbe FUMO. E io qui, parlo di vento 😉