Le feste sono sempre un’occasione di riflessione. Sono giorni “diversi”. Giorni che hanno grande potere.
Se si sta male, si sta malissimo. Se si sta bene, si eccede nell’euforia. Se si sta “normale” (che poi a voi è chiaro come stia effettivamente una persona che alla domanda “come stai?”, vi risponde “Normale” . Boh.), mediamente ci si riposa.

Benedette feste, maledette festività. Gioia per la gola, dolore per la pancia (e i glutei), sorpresa per i più piccoli.
Profondamente connotate da una parte religiosa, le festività entrano quasi prepotentemente nell’abitudine quotidiana. E la rompono.

Ed è questa la parte più interessante delle festa (per religiosi e non). Rompono qualcosa. Fanno quasi sempre da divisorio. C’è sempre un “prima di Natale” e un “dopo Capodanno”, fateci caso.
C’è sempre un “passata la Pasqua…” e via giù una super lista di buoni propositi o di sogni da realizzare.

Se poi la lista la tiriamo giù o no, o i sogni li realizziamo o no, questo non dipende dalle festività, ma da noi. Che dovremmo essere la vera sorpresa per noi stessi.

La Pasqua, in particolare, ha in sé due concetti molto forti:

  1. In tre giorni possono cambiare (parecchio) le prospettive (non vorremmo citare nessuno, ma insomma la storia insegna)
  2. La Rinascita

A volte ci arrendiamo di fronte ad alcune situazioni, ci sembrano troppo grosse o troppo complicate.
Alle volte ci perdiamo davanti alle cose, per paura, per una “frenata” brusca dell’autostima, grande compagna di viaggio di tutti noi.
Quella c’è sempre. Bisogna solo capire in che modo viaggia insieme a noi.
Davanti, a fianco o dietro. A seconda di questo, cambia tutto nella vita.
Torniamo alla paura, all’arrenderci. Bè, credenti o no, la cosa da portarci via per un bel po’ della Pasqua, ha sicuramente a che fare con il concetto “tutto può essere superato, basta volerlo”.

La Rinascita. Non va aggiunto molto a questa parola. La Rinascita è come una donna meravigliosa che esce dalla polvere ed è pronta a una luce nuova.

E noi siamo molto felici di poter parlare di Rinascita anche in Tesene.
Sì, perché in questo periodo di crisi comune, di fatica nel risollevarsi, poter parlare di ripresa, di progetti e di nuove persone che si integrano con altre, ci fa pensare che “Si può fare!” [cit.]

Una Rinascita che non è solo rispetto a concetti legati al trend di mercato o a conti in banca (lo diciamo soprattutto per non aizzare troppo le invidie altrui :D), ma a una nuova consapevolezza nel lavorare in questo periodo storico.
Tante complessità, tanta velocità, tante richieste “per ieri”, tante cose venute bene, altre sulle quali migliorare.
Siamo perfetti? NO, GRAZIE.
Abbiamo una gran passione in quello che facciamo.

E…si possono spaccare tutte le uova di cioccolato che vogliamo, ma questa no, non si trova dentro.
La passione dentro alle uova di Pasqua non la troveremo.
Questa si ha, o non si ha. E noi s’ha.

Buona Rinascita, Buona Pasqua e Buona cioccolata a tutti.

Il Team di Tesene