C’è un aspetto importante nella nostra vita. Si chiama riconoscimento.
Fame di stimoli.
In Analisi Transazionale (teoria psicologica) si chiamano “carezze”.

Ognuno di noi ha bisogno di carezze per dichiarare la propria esistenza, il proprio esser(ci).

Da questo punto di vista “essere spettatori” significa applaudire o tirare le uova.
Oppure rimanere zitti e fermi.
Cosa che per certi aspetti fa più male delle uova in faccia.
Quando si dice “l’indifferenza uccide”.

Essere quindi spettatori consapevoli. Non tirchi di un applauso o di un incoraggiamento in più. Non privi di feedback.

Essere spettatori che sappiano offrire “riconoscimenti”.

Il 22 giugno siamo stati spettatori di “Oltre lo specchio”, spettacolo di Danza con la direzione artistica di A. Ciuti – Studio Danza (il ricavato interamente devoluto ad A.G.B.A.L.T.).

La danza è vita, passione, arte e dolore.
La danza ti arriva, solo se sei disposto a muoverti, a cambiare.
Allora, come spettatore, puoi partecipare. Altrimenti il tuo applauso sarà forzato.
Il tuo silenzio pieno di “ma perché sono qui?”.

Davanti a “Oltre lo specchio”, siamo stati buoni spettatori.

Non solo. Abbiamo cercato di rendere spettatori tante altre persone, fuori dalla platea, fuori dal teatro.

Abbiamo fatto una prima prova di streaming. Perché le cose vanno raccontate davvero. Vanno fatte vedere dove possibile.

E’ vero, non sarà mai come essere a teatro. Mai.
Ma la possibilità di rendere spettatori a casa i nonni, i familiari o gli amici che non sono potuti venire, o semplicemente potersi rivedere i giorni successivi, è una cosa che va ben oltre qualche tweet o post: ferma il tempo e lo spazio di un momento.

Qui potete scaricare il link per vedere lo spettacolo on demand (è un po’ lungo, ma potete vederlo anche a puntate!).

E soprattutto potrete essere in qualsiasi parte del mondo, ancora spettatori.
Spettatori consapevoli. E potrete elargire i vostri riconoscimenti, le vostre “carezze”.
Se vi piacerà, fate i complimenti alla Scuola di Danza. Altrimenti avrete investito un pò del vostro tempo e magari vi sarà piaciuta l’idea da noi promossa. #teseneateatro.

Sì, a teatro o in una piazza. Ovunque ci sia qualcosa che pensiamo sia bello farvi vedere e che avremo l’opportunità di mandare in streaming in zona.

In maniera semplice. Perché mia nonna (84 anni) deve poter accedere a quello che vuole.
Deve potersi emozionare e decidere di andare a teatro, quando vuole, da casa sua.
Sennò la potenza della rete, resta una potenza parziale. A seconda dell’età.