A distanza di pochi giorni dal Web Marketing Festival 2015  che si è tenuto a Rimini il 19 e 20 Giugno scorsi, dire in poche parole che cosa mi sono portata a casa sarebbe riduttivo.

Molti concetti sono ancora “nella botte a decantare” come il miglior whisky. Altri spunti, invece, li ho accolti con un tale entusiasmo da non vedere l’ora di rientrare a lavoro per applicarli.

La sensazione più bella comunque è arrivata ascoltando parlare relatori che “davano voce ai miei pensieri”, cioè affermavano nuovi concetti di approccio al web da me condivisi.

Per esempio durante uno speech nella sala SEO quando il relatore ha affermato:

“la vera sfida è l’utilità dei contenuti come fattore di ranking”.

Al di là del concetto in sé che, per chi si occupa di SEO aggiornandosi continuamente, non è una novità, è stato estremamente “tranquillizzante” udire questa affermazione perché è proprio ciò che cerco di spiegare ad alcuni clienti; quelli che, ad esempio, sono ancora legati a un concetto di SEO un po’ obsoleto, fatto di parole-chiave, keyword density e scambio di link.

Ma perché siamo arrivati al punto, nella SEO e nel web marketing, da non poter più ragionare esclusivamente in questi termini?

Molto semplice quanto rivoluzionario: perché Google è una “machine learning”, cioè è in grado di imparare a riconoscere automaticamente modelli complessi e prendere decisioni intelligenti basate su dati.

L’ho già detto su questi schermi: Google sta diventando sempre più “umano”.

Google impara da solo quali sono i contenuti di qualità.

La qualità per Google va vista in tre dimensioni: la qualità dei contenuti appunto, insieme alla qualità dei backlinks ed alla qualità della user experience.

Come fa a valutare queste 3 dimensioni?

Lo fa grazie a Panda Update, l’algoritmo ad apprendimento macchina, che ha preso come modello su cui basare le proprie valutazioni i migliori siti dei brand ed ha elaborato un processo per trovare altre entità simili. Su Panda Google ha poi sviluppato Penguin, altro algoritmo ad apprendimento macchina, per individuare i backlink di scarsa qualità.

Così il prossimo SEO-futuro pare tracciato.

Vogliamo ottenere dei risultati di visibilità sui motori di ricerca?

Allora occorrerà essere un brand o comportarsi come tale e per fare ciò è inevitabilmente necessario creare una sinergia tra diversi strumenti di marketing digitale.

Anche perché, Google ha tutto l’interesse ad essere utilizzato come motore di ricerca principale se non unico e perciò si sta ormai da tempo “organizzando” per offrire agli utenti i migliori risultati possibili in ottica di user experience.

Siamo tutti diversi nella vita reale e quindi perché non dovremmo esserlo anche per Google?

  • Ciò significa risultati di ricerca diversi da persona a persona, ad esempio a seconda della frequenza con cui si effettua una determinata ricerca.
  • Ciò significa risultati diversi dal computer di lavoro, dal computer di casa, dal tablet o dallo smartphone.
  • Ciò significa risultati diversi a seconda del luogo geografico in cui è effettuata la ricerca, infatti Google tenta di rilevare automaticamente la posizione dell’utente e fornire risultati personalizzati in base a tale posizione.

Google, inoltre, personalizza i risultati sulla base della cronologia web del browser, anche da non loggati nei suoi servizi, perché memorizza i risultati degli utenti non loggati nelle query di ricerca, visitate per un massimo di 180 giorni, attraverso i cookie.

Quindi se, per esempio, si clicca spesso sul link di Peppa Pig nei risultati di ricerca, Google lo vedrà come preferenza e inizierà a mostrare i link di Peppa Pig più spesso e sempre più in alto nei risultati di ricerca.

Concludendo, mi auguro di essere stata di aiuto per chiarire i seguenti concetti:

a) Non cercarti su Google per le tue chiavi di ricerca perché Google si ricorda di te e ti darà risultati personalizzati, in genere molto diversi da quelli che ottiene il tuo SEO di fiducia (che – te lo dico – non ama Peppa Pig…..). Non ha davvero più senso telefonare al vostro SEO e dirgli: “ieri ero in terza, oggi sono in quinta…”, ok? 🙂

b)  Per capire come si sta posizionando il tuo sito fai riferimento ai report inviati periodicamente dal tuo SEO di fiducia, elaborati con tools appositi che se ne guardano bene da essere così “empatici” con te come fa Google…

c)  Il prossimo futuro della SEO e del web marketing sarà una vera rivoluzione… Come quella copernicana! Sarà bellissimo far parte di questa sfida futuristica. Ma in questo diventa sempre più di fondamentale importanza che cliente e SEO siano animati da spirito di collaborazione e fiducia.