C’è “vita vera” dentro i social network.

Sbaglia chi pensa che nei social si vada per  trascorrere il tempo a “pettinare le bambole” e che sia ancora possibile stare dentro i social volendo dare di noi o della nostra azienda una immagine non rispondente a quella della vita “reale”.

La dicotomia tra “vita reale” e “vita digitale” non esiste più (sempre che sia mai esistita …). C’è “una” vita che si svolge simultaneamente dentro e fuori dai social. E’ per questo che la filosofia da seguire quando ci si approccia al mondo dei social ormai è solo quella dell’integrazione: riportare online ciò che avviene offline e viceversa.

Se questo vale per chiunque di noi, tanto più vale per i brand, sia nel loro primo approccio ai social, sia per quelli che già li presidiano da molto tempo.

Esistono ormai molti “luoghi” dove i brand possono inserirsi e raccontarsi ai propri interlocutori con lo scopo finale di creare brand awareness, fidelizzare chi già è cliente, portandolo magari anche a farsi ambasciatore del marchio e naturalmente trovare anche nuovi clienti.

Ma questo processo con i social diventa più lungo, probabilmente più lento nella generazione dei risultati finali e forse anche più intimo: infatti per ispirare fiducia nel consumatore oggi un brand deve raccontare molto di se stesso. Se volete che le persone si ricordino di voi, della vostra attività, della vostra azienda, raccontate loro una storia avvincente, coerente e sincera. E fatta sempre più di contenuti visuali. Immagini e video, infatti, hanno la peculiarità di essere subito fruibili, di evocare immediatamente emozioni e quindi di rendere maggiore e più immediata l’interazione.

E’ per questo che vi voglio parlare di uno strumento che potrà aiutarvi in questo, probabilmente il social principe per quanto riguarda la diffusione di immagini: Instagram.

Instagram è una applicazione mobile (si può utilizzare solo da dispositivi mobili) che permette di fare foto ed editarle attraverso appositi filtri gestibili dall’applicazione stessa ed anche attraverso l’utilizzo di vari tool esterni per l’editing.

I suoi punti di forza sono i seguenti:

  • È gratuito.
  • È estremamente intuitivo e concepito in maniera tale da stimolare la creatività di chiunque!
  • Ha una forte capacità di generare engagement (commenti e like), molto maggiore per esempio di quella di Facebook, sia per la minore complessità di funzionamento rispetto a Facebook, sia per il tipo di contenuti che gestisce.
  • Uno studio di Simplymeasured ha evidenziato come le interazioni si sviluppino dal momento della pubblicazione per le 5 ore successive, poi si esauriscano. Questo è un tempo di “sopravvivenza” molto maggiore di quello dei post su Facebook (stimate mediamente 2 ore) o di un cinguettio su Twitter (3 minuti!). Tuttavia i contenuti di qualità riescono a generare engagement anche per molti giorni successivamente alla pubblicazione.
  • Dato il punto precedente, Instagram è quindi un “luogo” ideale per trovare follower e creare community.

Come si comporta un “buon brand” su Instagram?

  • Un brand deve mantenere una costante frequenza di pubblicazione: almeno una immagine al giorno.
  • Attribuire alle foto degli #hashtag possibilmente originali che permettano di riconoscere univocamente il brand. Il limite massimo di #hashtag inseribili per ogni immagine è 30, però è consigliabile non inserirne più di 7-10. Un #hashtag non deve essere mai troppo generico (esempio: #mare, #amore…) perché ovviamente più generico è più sarà utilizzato da un grande numero di utenti e meno sarà in grado di caratterizzare l’immagine. L’ideale è inventare degli #hashtag pertinenti all’immagine ma originali e poco utilizzati in modo tale da aumentare la possibilità che le vostre immagini siano trovate.
  • Mantenere una presenza attiva (seguire, commentare, mettere like).
  • Creare relazioni in particolare con chi ha gli stessi interessi. Questo nella pratica può essere fatto attraverso le @mention di altre persone o brand (senza spammare!!!).
  • Pubblicare immagini dei prodotti, offerte speciali, promozioni particolari.
  • Personalizzare lo stile e le proprie creatività.
  • “Newsjacking”: cioè sfruttare una notizia importante del giorno, un evento, una ricorrenza, una festività per creare e pubblicare delle immagini a tema.
  • Geolocalizzare le immagini. E’ una attività fondamentale perché permette di ordinare le proprie immagini in categorie di interesse e quindi aumenta le possibilità di entrare in relazione con altri utenti che hanno i nostri stessi interessi.

Voglio farvi un esempio virtuoso di utilizzo di Instagram che mi è capitato sotto gli occhi proprio poco prima di mettermi a scrivere questo articolo. Riguarda il caso di un fotografo che, grazie ad Instagram, ha ampliato l’offerta dei suoi servizi fotografici per matrimoni. Utilizzando Instagram, infatti, egli mette a disposizione degli sposi che lo desiderano, la possibilità di vedere in tempo reale, su uno schermo di grandi dimensioni, le fotografie scattate qualche istante prima dagli ospiti con i loro smartphones, attribuendo loro un  #hashtag originale scelto dagli sposi. Inutile sottolineare il divertimento e l’atmosfera di partecipazione e condivisione che si viene a creare fra gli invitati e che sta facendo andare a ruba il servizio offerto!

Instagram è una piattaforma davvero molto adatta per il marketing non convenzionale basato sulle immagini.

Inoltre è ancora un “terreno parzialmente inesplorato” nel senso che è più semplice ed immediato creare engagement senza dover investire in advertising , diversamente da quello che accade in altri social network più noti.

In un’ottica di progettazione di una nuova strategia di marketing digitale, si tratta di uno strumento – chiaramente da integrare con altri – che non è assolutamente da sottovalutare.