Se ascolti una conversazione fra due SEO potrebbe capitarti di sentirli ragionare di “piccioni”, “panda”, “colibrì”, “pinguini”…

Per quanto possa essere lecito pensare che siano impazziti, dato il tipo di lavoro che fanno… :-) , in realtà stanno sicuramente parlando dei vari aggiornamenti che negli ultimi anni Google ha apportato al proprio algoritmo per rendere l’esperienza sul motore di ricerca sempre più rispondente alle esigenze dell’utente.

In altre parole questi aggiornamenti sono stati pensati (oltre che per fare ulteriormente impazzire i SEO :-) ) per fare sì che l’utente trovi ai “piani alti” delle SERP i contenuti ritenuti più utili rispetto alla query di ricerca impostata, provenienti da siti di alto valore, nel più breve tempo possibile e ultimamente anche geolocalizzati rispetto alla sua posizione nel momento in cui effettua la ricerca, specialmente se la ricerca è effettuata da un dispositivo mobile.

Credo di non esagerare nell’affermare che Google stia diventando sempre più “umano” soprattutto dopo l’aggiornamento algoritmico Hummingbird, il “colibrì” appunto citato dai due SEO di cui sopra…

Hummingbird a mio avviso è una vera potenza perché aiuta Google a capire di cosa parlano i siti, e quindi a posizionarli non più tanto per parole-chiave, quanto per contesti semantici.

A seguito di questo aggiornamento, infatti, nello scandagliare i contenuti dei siti online, nel categorizzarli e soprattutto nel valutarli, Google dà sempre meno importanza alla presenza delle parole-chiave, nel senso di keyword density, e sempre più importanza al contesto ed, in particolare, alla quantità e qualità di significati che da una parola-chiave principale scelta possono essere sviluppati.

Insomma… Google è diventato un attento lettore, ed il grado di comprensione del contesto in cui si inserisce il sito, quindi la sua corretta indicizzazione per le parole ed i temi che ci interessano, dipende dalla qualità e precisione dei contenuti che in esso vengono pubblicati.

Per questo si sente sempre più spesso dire che la SEO classica è morta e che “the Content in the King”.

Diciamo che la SEO non è morta, infatti l’ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca è ancora un’ attività assolutamente importante e rilevante in un serio progetto di web marketing, ma certamente la SEO si è ampiamente evoluta e continuerà ad evolversi costantemente in corrispondenza dei perfezionamenti algoritmici sempre più raffinati posti in essere dal più grande e complesso motore di ricerca al mondo: Google!

E’ anche per questo motivo che il tuo SEO di fiducia di qui in avanti ti chiederà sempre più spesso di fornirgli contenuti testuali unici ed originali per il tuo sito. Tu ascolta attentamente i suoi consigli ed accontentalo! Anche Google te ne sarà grato! :-)